Redazione

Un piccolo gruppo di studiosi, che sentivano l’esigenza di promuovere la conoscenza e lo studio della filosofia italiana, diede vita anni fa alla rivista online Filosofia Italiana, dapprima ospitata su Giornale di Filosofia e poi riproposta come Filosofia-italiana.net, arricchita da una nuova veste grafica, un insigne comitato scientifico e nuove collaborazioni redazionali.

L’iniziativa si trovava ad essere contro corrente rispetto all’interesse fortemente prevalente nel nostro Paese per la filosofia di lingua tedesca, inglese e francese. Né, per altro, voleva essere in alcun modo polemica riguardo ad un fenomeno che è necessario considerare e capire. Più modestamente, ma con vera convinzione, i promotori consideravano molto importante che il patrimonio di idee, testi, riviste, dibattiti, riflessioni filosofiche di cui la storia italiana è ricca fosse non solo noto, ma conosciuto a fondo. La fiducia che implicitamente riponevano nel progetto era di contribuire a una coscienza intellettuale e civile più critica, più affinata, del panorama filosofico attuale. La speranza era anche che il contatto con una materia filosofica trascurata, ma non priva di valore, potesse servire a riallacciare dei fili, di prosecuzione o anche solo di confronto, con un passato che non è mai tale se non lo si è conosciuto, elaborato, trasformato.

Rivolto soprattutto ai giovani, a studenti o neolaureati, il lavoro di www.filosofia-italiana.net è stato svolto in buona parte proprio da loro. Questo è stato il primo successo dell’iniziativa. Da loro è venuta la disponibilità a scrivere pezzi brevi come la recensione e, successivamente, con più esperienza, ad affrontare la difficoltà dell’articolo. Anche studiosi importanti hanno affidato al sito loro scritti. Questo suona come conferma di un riconoscimento della qualità del lavoro svolto dalla Redazione che si è sforzata di aver cura che i singoli scritti prodotti e l’insieme fosse all’altezza dello scopo prefisso.

Benché dotata di pochi mezzi, la rivista è riuscita in questi anni a farsi conoscere e, per il riscontro che se ne è avuto, a farsi apprezzare, spingendo così i responsabili a proseguire sul sentiero fin qui aperto. Se si volesse tracciare un rapido schizzo, si potrebbe dire che il meglio del lavoro svolto è rappresentato dall’originalità di molti articoli, spesso nati da discussioni e riflessioni preliminari con l’autore, da suggerimenti che si sono svolti poi, in perfetta autonomia, prendendo la forma del saggio; dalla curiosità che ha portato molti recensori ad analizzare a fondo pubblicazioni recenti e a saggiarne il peso; dall’impressione, che si è potuta ricavare a lavoro compiuto, che l’interesse per il pensiero contemporaneo e quello per la storia della filosofia potessero essere perfettamente conviventi nello stesso quadro, senza che ne risultasse né un coacervo strano e forzoso di cose disparate, né un disegno interpretativo prefigurato o ricavato dal tutto.

A tal proposito non ci nascondiamo che il problema di una filosofia “italiana” resta aperto. Ma il fatto che esista una filosofia in lingua italiana, radicata nelle vicende della nostra cultura, è appunto un fatto. Questo fatto, dove essere e pensiero (per usare due termini della tradizione metafisica) si tengono in reciproca tensione, è uno degli accessi possibili alla riflessione filosofica. Per noi, che abbiamo maestri e storia italiana, è quasi un passaggio obbligato.

Redazione

Massimiliano Biscuso è membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ed è tra i promotori della Scuola di Roma. Fa parte del Comitato Direttivo della rivista di studi filosofici “il cannocchiale”. È docente di ruolo di filosofia e storia nei Licei; è stato docente a contratto all’Università SAPIENZA dal 2003 al 2011; dal 2011 è docente incaricato di Storia della filosofia all’Università Europea di Roma. Ha pubblicato, oltre a numerosi saggi in riviste, opere collettanee e siti web, le seguenti monografie: Tra esperienza e ragione. Hegel e il problema dell’inizio della storia della filosofia (1997), Leopardi antitaliano (con F. Gallo, 1999), Hegel, lo scetticismo antico e Sesto Empirico (2005), Filosofia e medicina. Una comune regione (2009), La tradizione come problema. Questioni di storiografia filosofica (2012).

Federica Buongiorno (1985) è Visiting Research Fellow presso l’Institut für Philosophie della Freie Universität Berlin. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca nel 2013 presso l’Università SAPIENZA di Roma ed è stata borsista post-doc presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli (a.a. 2012-13). È Editor in Chief della rivista internazionale di filosofia “Azimuth. Philosophical Coordinates in Modern and Contemporary Age” e redattrice della riviste filosofiche “il Cannocchiale” e “Lo Sguardo”. Collabora come traduttrice con diversi editori italiani e ha pubblicato numerosi contributi sulla fenomenologia e il pensiero husserliano. Nel 2014 sono apparse le monografie La linea del tempo. Coscienza, percezione, memoria tra Bergson e Husserl (deComporre Edizioni) e Logica delle forme sensibili. Sul precategoriale nel primo Husserl (Edizioni di Storia e Letteratura).

Ambrogio Garofano (1986) è borsista presso l’Istituto italiano per gli studi storici di Napoli e dottorando presso l’Università degli studi di Tor Vergata, dove sta portando a termine una tesi su Il «problema speculativo» della Critica del capire di Luigi Scaravelli. Ha conseguito presso l’Università SAPIENZA di Roma la laurea triennale con una tesi dal titolo Storia e filosofia nel primo Hegel sotto la guida del prof. Mario Reale e la laurea magistrale con una tesi su Le prime categorie della logica di Hegel con il prof. Marcello Mustè. I suoi campi di interesse sono l’idealismo tedesco (con particolare attenzione alla filosofia hegeliana) e l’idealismo italiano (con particolare attenzione al pensiero di Scaravelli e alla ricezione della dialettica hegeliana).

Stefania Pietroforte si è laureata in filosofia nell’a.a 1980-81 nell’Università degli studi SAPIENZA di Roma con il prof. Gennaro Sasso. Ha svolto studi sulla filosofia italiana, in particolar modo su quella idealistica e neoscolastica. Ha al suo attivo, oltre a numerosi articoli pubblicati per “La Cultura”, “Filosofia oggi”, “Novecento” e altre riviste, anche i volumi Enrico De Negri hegelista non hegeliano (1986), Storia di un’amicizia filosofica. Il carteggio Nardi-Chiocchetti (1911-49) (2004) e La scuola di Milano. Le origini della neoscolastica italiana (1909-1923) (2005). È stata professore a contratto presso la facoltà di Filosofia dell’Università degli studi SAPIENZA di Roma. Collabora alla Scuola di dottorato di ricerca dell’Università degli studi di “Tor Vergata”. Attualmente sta preparando l’edizione di alcuni inediti di Bruno Nardi nonché quella del carteggio tra Nardi e Gentile.

Libera Pisano (1985) è Visiting Research Fellow alla Humboldt Universität zu Berlin, presso la Theologische Fakultät con un progetto di ricerca su Mendelssohn e Hegel. Nell’aprile 2014 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Filosofia presso l’Università SAPIENZA di Roma, con una tesi dal titolo Lo spirito manifesto. Percorsi linguistici nella filosofia hegeliana. Nel 2012 è stata borsista presso l’Istituto Italiano di Studi Filosofici (sede di Roma). Si occupa della questione del linguaggio negli scritti di Hegel, del pensiero di G.B. Vico, della tradizione anarchica, di utopia e gender studies. È redattrice delle riviste filosofiche “Azimuth. Philosophical Coordinates in Modern and Contemporary Age” e “Lo Sguardo”.

Federica Pitillo (1989)  ha conseguito presso l’Università SAPIENZA di Roma la laurea magistrale in Filosofia e storia della filosofia/ Deutscher Idealismus und moderne europäische Philosophie (curriculum internazionale Roma-Jena) con una tesi dal titolo Dall’intuizione al concetto. Il percorso speculativo di Hegel a Jena sotto la guida del prof. Marcello Mustè e del prof. Pierluigi Valenza. Presso la stessa Università svolge il Dottorato di Ricerca con un progetto sul ruolo del Verstand nel pensiero hegeliano. Nel 2014 è stata borsista DAAD presso la Bauhaus Universität di Weimar. I suoi campi di interesse sono la filosofia classica tedesca e il pensiero italiano (con particolare riguardo per le filosofie di Machiavelli, Croce, Gentile e De Ruggiero).

Collaboratrice redazionale: Maria-Carla Dioguardi