Recensione a B. Croce – G. Gentile, Carteggio, vol. 2, 1901-1906, a cura di C. Cassani e C. Castellani, Aragno, Milano 2016

Negli anni 1901-1906 Croce e Gentile abitavano entrambi a Napoli, per cui la maggior parte del carteggio consiste in brevi missive e biglietti; solo durante il periodo delle ferie estive, che il primo trascorreva per lo più a Perugia e il secondo nella nativa Castelvetrano, le lettere si fanno più ampie e ricche d’informazioni, anche personali. Sono anni, sotto tanti punti di vista, decisivi per la maturazione filosofica dei due amici, fecondati dalla reciproca lettura degli scritti che andavano via via componendo, dalle collaborazioni e dai quotidiani colloqui.

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Recensione a E. Garin – U. Spirito, Carteggio 1942-1978, a cura di M. Lodone, Scuola Normale Superiore, 2014

Il Carteggio 1942-1978 di Eugenio Garin e Ugo Spirito, pubblicato dalle Edizioni della Normale a cura di Michele Lodone, è un documento importante per la storia della filosofia italiana del Novecento. Attraverso la pubblicazione di 369 lettere scambiate tra i due filosofi in un ampio arco di tempo, il curatore ricostruisce il rapporto di collaborazione e di amicizia che Garin e Spirito intrattennero fino alla morte di quest’ultimo e che si sviluppò attorno al «Giornale critico della filosofia italiana».

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Recensione a D. Di Cesare, Tortura, Bollati Boringhieri, Milano 2016

Tortura è l’ultimo lavoro di Donatella Di Cesare e non è che l’ultimo tassello di alcune grandi battaglie civili e politiche, che l’autrice – da filosofa – con tanto coraggio porta avanti da alcuni anni. Il volume sulla tortura è un lavoro di cui non possiamo non esserle grati. Non solo perché è la prima riflessione filosofica sulla tortura, che ne mette in luce una politica, una fenomenologia e un’amministrazione, ma anche perché la scrittura di un saggio del genere non può che essere una scrittura dolorosa, una sorta di catabasi, evidente soprattutto nella sezione intitolata «amministrazione della tortura».

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Recensione a R. Esposito, Da fuori. Una filosofia per l’Europa, Einaudi, Torino 2016

L’ultimissima produzione di Roberto Esposito potrebbe essere descritta, riprendendo e riadattando la nota distinzione – elaborata da Eugen Fink – tra concetti operativi e concetti tematici, suddividendola in due filoni: uno di testi “operativi” – che comprenderebbe libri come, per citare i più recenti, Due (Einaudi 2013) e Le persone e le cose (Einaudi 2014) – e uno di testi “tematici”, come Pensiero vivente (Einaudi 2010) e, appunto, Da fuori. Se con la prima tipologia di testi Esposito definisce le categorie costitutive della sua proposta filosofica, con la seconda egli mette a tema alcuni grandi temi storico-filosofici sui quali le categorie “operative” intervengono in funzione interpretante.

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Recensione a M. Mustè, La prassi e il valore. La filosofia dell’essere di Felice Balbo, Aracne, Ariccia 2016

A ispirare e motivare la più recente monografia di Marcello Mustè, intitolata La prassi e il valore. La filosofia dell’essere di Felice Balbo, è la persuasione, dichiarata dall’autore sin dalla premessa, che rimanga «ancora un grande lavoro da fare per comprendere sul serio l’importanza […] di Balbo nella cultura filosofica italiana del Novecento». Nei cinquant’anni appena trascorsi dalla pubblicazione delle Opere, il dibattito sulla filosofia di Balbo è venuto arricchendosi di contributi, anche di carattere monografico, che hanno esplorato, non senza apporti critici di rilievo, aspetti fondamentali, ma circoscritti, del suo pensiero.

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Recensione a A. Pinazzi, Attualismo e problema giuridico. La filosofia del diritto alla scuola di Giovanni Gentile, Aracne, Ariccia 2015

Il libro affronta il problema della riflessione attualistica in ambito giuridico con riferimento ai protagonisti che hanno contribuito ad animarla con la loro opera. Concentrandosi su sei figure principali, tra le quali spicca Giovanni Gentile – fondatore dell’attualismo e promotore della riflessione attualistica in ambito giuridico – l’autore presenta il movimento complessivo di questa riflessione come l’evoluzione interna a una «scuola», caratterizzata da un orizzonte filosofico unitario e da una linea teorica riconducibile alla filosofia di Gentile.

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Recensione a V. Possenti, Il realismo e la fine della filosofia moderna, Armando Editore, Roma 2016

L’intento centrale che l’Autore di questo libro si prefigge è quello di indicare tanto le motivazioni teoriche che hanno condotto alla fine quella che viene da lui chiamata la filosofia moderna, quanto le varie risorse che sarebbero necessarie alla filosofia per poter continuare, ancora oggi, ad avere un proprio statuto autonomo, sia rispetto ai vari saperi di ordine specialistico tendenti a un atteggiamento riduzionistico verso la riflessione filosofica, sia verso quelle concezioni filosofiche passate e presenti che possono essere incluse in quello che Augusto Del Noce chiamava ateismo moderno.

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