Recensione a A.M. Cappuccio, Gustavo Bontadini tra gli idealisti, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore 2015

Il volume di Antonio Michele Cappuccio Gustavo Bontadini tra gli idealisti si presenta come un excursus circostanziato sulla riflessione di uno dei più importanti capiscuola della filosofia neoscolastica italiana. Il saggio è corredato da una presentazione, sintetica ma significativa, di Fulvio Tessitore, il quale rimarca la centralità di Gustavo Bontadini nella parabola che vide l’attualismo gentiliano allargare la sua influenza in campo cattolico e invita a leggere il lavoro di Cappuccio come illustrazione della fase conclusiva dell’idealismo italiano che, dice Tessitore, chiudeva anche una lunga stagione della modernità.

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Recensione a G. Rensi, Le ragioni dell’irrazionalismo, a cura di M. Fortunato, Orthotes, Napoli-Salerno 2015 e G. Rensi, Di Chi la colpa?, a cura di M. Fortunato, La Scuola di Pitagora, Napoli 2015

Ha certamente avuto un ruolo importante l’esperienza della Prima guerra mondiale – in particolar modo la sua irrazionalità manifesta – nello spostare l’attenzione di Giuseppe Rensi dall’idealismo che lo aveva contraddistinto nella prima parte della sua vita, a un più audace scetticismo. Le ragioni dell’irrazionalismo, apparso per la prima volta nel 1933, è un testo che contiene la formulazione di uno scetticismo, quello rensiano, che sembra capace di sfuggire alla sua classica confutazione. Ciò poiché lo scetticismo di Rensi è sinonimo di irrazionalismo, nella misura in cui il razionalismo, invece, rappresenta l’ipertrofia filosofica nel voler dare ragione di ogni evento.

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Recensione a G. Vacca, Modernità alternative. Il Novecento di Antonio Gramsci, Einaudi, Torino 2017

Nel presentare ai lettori la sua più recente monografia di argomento gramsciano, Giuseppe Vacca avverte che essa condivide con il volume biografico Vita e pensieri di Antonio Gramsci, pubblicato cinque anni fa sempre per i tipi di Einaudi, l’appartenenza ad un identico «programma di ricerca». A muovere entrambe le indagini è stata la ferma persuasione che, tra la vicenda biografica di Gramsci e il pensiero da lui elaborato in segregazione, vi sia una sostanziale unità, e che questa unità sia da rintracciarsi nella politica, come già puntualizzava Togliatti in un saggio del 1957 ricco ancor oggi, per chi voglia intraprendere la lettura o lo studio dei Quaderni del carcere, di imprescindibili indicazioni metodologiche.

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Massimiliano Biscuso, Giuseppe D’Acunto, Fabrizio De Luca, Guido Traversa (a cura di), Profilo di Luigi Scaravelli. Intervista a Mario Corsi

scaravelli_2Mario Corsi nacque a Firenze il 28 settembre 1923. Si laureò con lode in Filosofia teoretica, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, il 9 luglio 1947 con una tesi sul pensiero giovanile di Benedetto Croce, relatore Luigi Scaravelli.  Dal 1957 è stato incaricato dell’insegnamento di Filosofia presso la Scuola Normale di Pisa e nel 1961 ha conseguito la conferma della libera docenza. Dal 1965 ha assunto, sempre presso la Scuola Normale di Pisa, l’incarico di Storia della filosofia politica, con una parentesi negli anni 1967-68 e 1968-69, in cui ha tenuto l’incarico di Storia della filosofia nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina. Ha insegnato, dal 1974 al 1984, Storia delle dottrine politiche, Storia della filosofia e Storia del pensiero politico moderno e contemporaneo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, poi alla Facoltà di Magistero dell’Università di Roma “La Sapienza”, e infine alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa fino al pensionamento.

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Massimiliano Biscuso, Fiorinda Li Vigni (a cura di), Luigi Scaravelli, Giorgio Colli e l’Università di Pisa negli anni Cinquanta. Intervista ad Alberto Gajano

Scaravelli_1Dopo aver studiato a Pisa, con Luigi Scaravelli e Giorgio Colli, e a Napoli con Paolo Filiasi Carcano, ed essersi laureato con una tesi su Aspetti filosofici del Römerbrief di Karl Barth, Alberto Gajano ha studiato a Freiburg, seguendo le lezioni di Eugen Fink, a München e a Münster. Dal 1963-64 al 1971-72 è stato assistente volontario, poi dal 1973-74 al 1983-84 assistente ordinario presso la cattedra di Filosofia Morale della Facoltà di Magistero di Roma; dal 1972-73 al 1978-79 professore incaricato di Sociologia della conoscenza presso la medesima Facoltà. In questi anni ha studiato soprattutto Hegel, Marx e la Scuola di Francoforte, in particolare Habermas.

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Federica Pitillo (a cura di), L’eredità degli studi hegeliani in Italia. Intervista a Francesca Menegoni

hegelFrancesca Menegoni è Professore Ordinario di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova. Allieva di Franco Chiereghin, Menegoni ha dedicato importanti studi alla filosofia classica tedesca, in particolare al pensiero di Kant e Hegel. Ha tradotto e commentato la sezione La metafisica della soggettività della Logica e metafisica di Jena (1804/05) di Hegel, a cura di Franco Chiereghin (Verifiche, Trento 1982). Ha collaborato con altri studiosi alla traduzione della Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio (1817) di Hegel.

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Antonio Di Meo, Uomo medio, uomo collettivo e capo carismatico. Momenti della riflessione gramsciana

GramsciIl concetto di uomo medio – e più in generale delle grandezze medie degli eventi e dei fenomeni sociali – deriva da quelle che dalla fine del Seicento erano state definite aritmetica sociale, matematica sociale o fisica sociale e poi, più avanti, sociologia, ossia scienza della società (Auguste Comte), in quanto per la loro intrinseca euristica esse conducevano alla elaborazione di concetti rappresentanti oggetti che Max Weber definirà in seguito ideal-tipici, nel nostro caso di tipo medio. Grande tentativo intellettuale, questo, realizzato in epoca moderna per estendere l’“impero del calcolo” nello studio delle società umane, per analizzarne i processi in maniera quantitativa e tentare di prevederli; tentativo che è continuato fino ai giorni nostri, sebbene con qualche contrasto, fra i quali quello di Antonio Gramsci.

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